Partecipando al corso per istruttore nazionale di alpinismo,
ho avuto il piacere d'incontrare persone con le quali condividere la passione
per l'insegnamento dell'andare in montagna come alpinisti. Nei vari momenti
passati in compagnia, gli argomenti di dialogo erano i più svariati, con una
piacevole preponderanza per l'umorismo
. Ma, tra una risata e l'altra, traspirava
il desiderio di arricchirsi l'uno con l'altro tramandando le proprie esperienze
tecniche e didattiche; in questo contesto, emergeva la persona, l'istruttore e
la relativa scuola. In qualcuno notavo particolare attaccamento alla propria
origine (intendo come istruttore), in altri un po' meno, ma quasi in tutti un
certo orgoglio d'appartenenza. Così si è riacceso in me il desiderio di fare
un'esplorazione di tipo storico riferito alla scuola cui appartengo, dico
riacceso poiché la conoscenza storica mi ha sempre stimolato ed anche perché ho
il piacere di conoscere personalmente alcuni istruttori che hanno fatto parte
della scuola, in epoche non proprio recenti. Scopro con un pizzico d'orgoglio,
d'appartenere a una delle scuole con un bagaglio storico del tutto invidiabile,
infatti, la sezione di Como disputa con Lecco e Trieste il primato di aver
fondato la prima scuola d'alpinismo Italiana. Negli anni che vanno dal 1925 al
1937 Gin (Luigi) Binaghi, che tanto ha dato all'alpinismo, organizzò sia in
Grigna sia in Mesolcina alcuni corsi di roccia avvicinando così alla montagna
decine di giovani comaschi. Queste iniziative non ebbero un senso di continuità
e si svolsero senza legami ad altre scuole e alla sede centrale, ma valsero
sicuramente a smuovere le acque, radicando tra i responsabili della sezione il
concetto di scuola d'alpinismo. Dopo il secondo conflitto mondiale, nel 1945,
la sede centrale del CAI riorganizzò la Commissione Nazionale Scuole di
Alpinismo, che esisteva già dal 1937. Nel 1947 Carlo Negri precisò le norme per
il coordinamento dell'attività didattica delle singole scuole, preparò e
diresse i primi corsi per istruttori nazionali di alpinismo iniziando anche la
pubblicazione di specifiche dispense. L'opera di Negri fu in seguito portata
avanti da Riccardo Cassin (intramontabile figura di spicco dell'alpinismo
italiano) nominato Presidente della CNSA nel 1951. Da allora l'attività della
commissione non conobbe sosta e le scuole di alpinismo, che nel 1944 erano
dieci oggi sono: 177 a livello nazionale e 48 in lombardia. Nel 1950
l'alpinista comasco Carlo Corradi partecipò ad uno dei primi corsi di
formazione per istruttori nazionali conseguendo onorevolmente il titolo.
Corradi organizzò da subito corsi d'alpinismo annuali nella sezione di Como
chiamando alla collaborazione in qualità di istruttori, i migliori alpinisti
comaschi del tempo. Nel 1952 la scuola ebbe la sua definitiva inquadratura
sempre sotto la direzione di Corradi e raggruppò ben venti allievi. E'
importante riportare la lista del corpo istruttori: Carlo Corradi, Vittorio
Meroni, Walter Lina, Fabio Masciadri, Giancarlo Catelli, Toni Spezzal, Luigi
Colombo, Aldo Bignami, nomi tutti che negli anni successivi faranno parlare di
sé sia in campo didattico che alpinistico. Nel 1956 entrarono a far parte della
scuola Nicola Noseda Pedraglio, Pierluigi Bernasconi, Nando Malighetti, Roberto
Compagnoni, Primo Caccia, Giancarlo Noseda Pedraglio e Pietro Gilardoni. Nomi
importanti per la sezione di Como, questi alpinisti coadiuvati da pochi altri,
impostarono tutta l'attività alpinistica sia collettiva che individuale per
quasi un decennio. A loro sono dovuti l'alto livello tecnico ed il grande
numero di ascensioni importanti realizzate in quell'epoca. Nel 1957 la
direzione della scuola fu assunta da Nicola Noseda Pedraglio. Il corso del 1958
vede la partecipazione di ventisei allievi. Entrano a far parte del gruppo
istruttori: Roberto Cocconcelli, Giuseppe Comi, Giuseppe Andreani (Pacet) ed
Enrico Tettamanti, nello stesso anno Fabio Masciadri, Pietro Gilardoni, e
Roberto Compagnoni furono selezionati per frequentare il corso per istruttori
nazionali di alpinismo. Nel 1959 Fabio Masciadri assunse la segreteria della
Commissione Nazionale Scuole del C.A.I.Nel frattempo la scuola di Como fu
intitolata a Nicola Noseda Pedraglio deceduto nei pressi del colle delle Pale
rosse (zona Gran Zebrù mt 3379) durante un'ascensione invernale, chi l'ha
conosciuto, conserva il ricordo di una persona particolarmente gioviale con la
quale era piacevole condividere i momenti dedicati alle ascensioni oltre che
per la competenza tecnica anche per il buon umore che lo caratterizzava. In
seguito la scuola fu diretta da Pietro Gilardoni, che continuò nella sua
attività ininterrottamente fino al 1963. Gilardoni ottimo alpinista e
insuperabile organizzatore, diventerà anche commissario della C.N.S.A. Pietro
Gilardoni morì in montagna nel 1974 nel corso della salita al monte Bianco
lungo la via Major (in quell'epoca era stato prescelto con i migliori alpinisti
italiani per partecipare alla spedizione nazionale del C.A.I. al Lothse in
Himalaya).Il XIII Corso organizzato nel 1964 sotto la direzione di Aldo Bignami
vide la partecipazione di diciassette allievi. Tra gli istruttori si notano i
nomi di: Romano Coatti, Adelio Bedetti, Alberto Nobile, Riccardo Soresini,
Ernesto Valli, Marco Zappa, Romeo Cantoni, Rino Zocchi ed Elio Scarabelli. Si
tratta di una nuova leva di alpinisti formatasi per lo più durante gli anni
della direzione di Gilardoni. Alcuni di questi uomini assumeranno negli anni
seguenti la piena responsabilità della scuola e daranno alla sezione conquiste
alpinistiche europee ed extraeuropee di grande importanza. Nello stesso anno.
al corso per Istruttori nazionali otterranno la qualifica Riccardo Soresini e
Rino Zocchi. Nel 1965 Carlo Mascetti assunse la direzione della scuola che
tenne fino al 1972. Nel 1965 furono organizzati due corsi: di formazione sotto
la direzione di Rino Zocchi, e di perfezionamento sotto la guida di Riccardo
Soresini. Nel 1966 fu ripetuto il doppio corso di formazione e di
perfezionamento a direzione degli stessi dell'anno precedente, interessante, fu
il numero degli istruttori e degli allievi: la scuola raggiunse finalmente il
risultato di affidare solo due allievi a ogni istruttore aumentando così notevolmente
il coefficiente di sicurezza e di profitto nell'apprendimento delle nozioni di
tecnica pratica. Nello stesso anno ottenne la qualifica di istruttore nazionale
Marco Zappa. Nel 1968 anche Luciano Gilardoni ed Elio Scarabelli conseguirono
il titolo di Istruttore nazionale. I corsi del 1971 e 1972, forti di oltre 40
allievi per anno, furono diretti da Enrico Tettamanti, istruttore nazionale dal
1970.Nel 1973/74 la direzione della scuola fu a carico di Fabio Masciadri, nel
1975 Riccardo Soresini nel1976 Rino Zocchi e nel 1977 è ancora la volta di
Soresini. Il 1978 fu caratterizzato dalla singolare presentazione delle
attività didattiche in duplice veste, scuola di alpinismo e sci-alpinismo con la
direzione di Luciano Gilardoni e Rino Zocchi. Dal 1978 al 1985 la direzione fu
retta da Enrico Tettamanti, negli ultimi anni della direzione di Tettamanti si
avvicinò alla scuola una giovane promessa che caratterizzerà il decennio 1985
1995: Mario Castiglioni, ora affermata guida alpina, diresse la scuola in quel
periodo influenzando la formazione alpinistica di buona parte del corpo
istruttori che attualmente appartiene alla scuola. Dal 1993 al 1998 Rino Zocchi
rivestì l'incarico di Presidente della commissione nazionale scuole di
alpinismo, a lui si deve l'unificazione delle due commissioni, alpinismo e
scialpinismo. Nel 1995 prese le redini della scuola Stefano Gaffuri fino al
1998, in seguito la scuola ebbe un periodo di disorientamento. Grazie al
contributo di Elvio Boreatti, direttore dal 1999 al 2002 la scuola fu
traghettata fino all'attuale direzione di Maurizo Casartelli.Nel 2001 Antonio
Radice assunse l'incarico di presidente della commissione regionale lombarda
scuole di alpinismo e scialpinismo, impegno che lo vede tuttora coinvolto. Termino
quindi il mio excursus storico, cosciente del fatto che così proposto possa
sembrare una sterile sequenza di date, ma se al fianco di quelle date non ci
fossero stati i nomi delle persone, la storia della scuola sarebbe una mera
sequenza di fatti elencati in ordine cronologico. Le persone che con slanci ed
entusiasmi, con timori e riverenze caratterizzano tutto il nostro esistere e
ciò vale anche per la frequentazione delle montagne. Che cosa sarebbero le
montagne che desideriamo conoscere e salire se non fossero caratterizzate dalla
storia che le lega o le legherà agli uomini
. Così ora, come qualche anno fa, i
dubbi sono e saranno gli stessi, quale sarà la salita migliore da proporre al
corso? Riuscirò a trasmettere questa mia passione alpinistica che se ben ci
penso neanche io ben capisco
ma? Mi consola pensare che, se anche negli ultimi
anni ci sia stata una grossa rivoluzione culturale legata ai cambiamenti di
tipo tecnologico, l'andare per montagne richieda sempre le medesime
predisposizioni, perciò volgere lo sguardo indietro per cogliere le esperienze
del passato mi consola e mi stimola allo stesso modo per il futuro.
P.S.
Ringrazio Rino Zocchi (INA, INSA) per la disponibilità nel fornire alcune
indicazioni di carattere storico, ma soprattutto per la capacità di diffondere
la passione per l'alpinismo.
V'invito a
visitare il sito www.scuolapinsmocomo.it
dove troverete una sezione dedicata alla storia della scuola.
Barelli
Antonio (INA)